“Credi, credici un po’di più”

 

 

Oggi ho avuto modo di riflettere su come la maggior parte delle persone, io per prima, non siano in grado di avere piena coscienza delle proprie capacità e soprattutto si pongano dei limiti là dove non esistono. Ognuno di noi ha difficoltà in qualcosa ed ha facilità in qualcos’altro, tuttavia questo non significa che per tutta la nostra vita dobbiamo arrenderci e svolgere solo le attività per cui siamo più portati. Ultimamente sono alle prese con i test d’ammissione all’università, i quali, per quanto riguarda psicologia, consistono per la maggior parte in quesiti di ragionamento logico. Mi rendo conto che la logica non sia il mio forte e soprattutto che non lo sia perché non mi piace, ma so anche che oltre al muro creato da qualcosa che non mi piace c’è quello che voglio studiare, quello in cui credo e quello che voglio fare nella vita. Ed è proprio questo che mi trasmette la motivazione e la voglia di impegnarmi.

 

Nonostante l’impegno non sono mai realmente consapevole di quanto sono preparata prima di una prova e tendo ad essere pessimista prima di conoscere i risultati. Questo atteggiamento è sempre stato abbastanza una mia tendenza, ma si è accentuato negli ultimi due anni del liceo quando alcune volte provavo ad essere fiduciosa sul fatto che una versione in classe fosse andata bene e poi scoprivo di aver preso un voto basso. Di conseguenza dopo ogni prova mi aspettavo sempre il peggio e se scoprivo che era andata bene ero molto felice.

 

Innanzitutto mi sono resa conto che in ogni caso i miei atteggiamenti si basavano su troppa dipendenza e troppo attaccamento ad un voto, ad un numero che non corrisponde affatto al mio valore; inoltre entrambi facevano sì che io passassi un periodo più o meno lungo nell’ansia, nella preoccupazione o nella tristezza e nella credenza di non essere abbastanza brava. Dopo aver superato la maturità in modo migliore rispetto alle mie aspettative, ho capito, ma non del tutto consapevolizzato, che i miei atteggiamenti erano stati inutili perché nonostante la paura di non farcela ero riuscita ad arrivare dove volevo.

 

Le stesse situazioni si stanno ripresentando più in grande con i test d’ammissione all’università. Infatti adesso la differenza sta nel fatto che rispetto al liceo il confronto con le altre persone è più diretto; quando scopro di non essere entrata in un’università per meno di una ventina di posti la rabbia non è solo per la valutazione ma anche per il fatto che vorrei essere all’altezza di persone che hanno fatto un punteggio più elevato del mio. Tuttavia mi rendo conto che è sbagliato confrontarsi con gli altri sulla base di test che comprendono una capacità di ragionamento che non è l’unica che esiste e soprattutto non è quella più utile ad una persona che nella sua vita vuole aiutare se stessa e gli altri a risolvere i propri problemi di tipo psicologico ed emozionale.

 

Dunque credo che l’unico modo per far fronte a queste situazioni, che nella vita saranno ricorrenti, sia comprendere che noi valiamo in ogni caso, ripetendoci questa frase fino a sentirla veramente nostra. Inoltre in ogni prova che affrontiamo è importante dare il massimo e sentirsi a posto con la propria coscienza per aver fatto tutto il possibile. Credo che la positività e la fiducia in sé in questi casi contino molto e credo anche che se si ha un sogno e ci si pone degli obiettivi per realizzarlo, questo in qualche modo si avvererà.

 

Viky

 

Paura e voglia di cambiare

cropped-img_20170823_1939591.jpgSettembre è sempre stato un mese particolare, molto “odi et amo”, ricco di cambiamenti, di finali, di inizi e soprattutto di interrogativi. C’è chi cambia lavoro, chi cambia scuola, chi la ricomincia e poi c’è chi, come me, deve, ha voglia e ha bisogno di prendere in mano la propria vita. Il periodo che va dagli ultimi mesi dell’ultimo anno di liceo alla fine dell’estate è qualcosa di veramente strano, si passa dall’ansia per la maturità alla presa di coscienza che quest’ultima non è niente in confronto a ciò che accadrà dopo. In mezzo a questi due momenti c’è una delle estati migliori della vita, in cui si ha la possibilità di staccare, anche solo per qualche settimana; io ho viaggiato molto e ho quasi dimenticato i mesi precedenti e la paura per quelli successivi. Ma al ritorno tra un test d’ammissione all’università, una rimpatriata con le amiche e qualche pranzo in famiglia, si sente anche la voglia di cambiare, di andare in un’altra città, di avere i propri spazi e di conoscere gente nuova.

Credo che la vita sia un continuo cambiamento, spesso noi a causa della paura non favoriamo i cambiamenti e ci adattiamo a situazioni in cui ci sentiamo stretti e stiamo male. Uno dei filosofi dell’Antica Grecia che mi piacciono di più, Eraclito, sosteneva che: “Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare”; credo che questa esigenza debba essere assecondata per permettere alla vita di fluire. Proprio perché nella vita “tutto scorre” e ogni giorno cambiamo punto di vista e idee, non dobbiamo fissarci per forza su una posizione; dopo esserci posti degli obiettivi credo sia importante essere disposti a seguire i cambiamenti ed essere in grado di individuare strade diverse e molteplici per raggiungere ciò che vogliamo davvero. È normale che tutti, chi più chi meno, abbiano paura dei cambiamenti, io sono una persona che anche se sente l’esigenza di voltare pagina continua a rimanere in una situazione scomoda pur di cambiare. Ma credo che nella vita si diventi consapevoli e si impari solo sbagliando. La paura è qualcosa di positivo che ci permette di farci domande prima di agire, tuttavia è anche qualcosa che esiste per essere superato. Proprio per questo motivo auguro a tutti, anche a me stessa, di impegnarsi a trovare il coraggio di cambiare!

Viky